iPhone 4 Unboxing: vedi su Youtube in formato HD (720p)
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Il nuovissimo iPhone 4 funziona soltanto tra 0 e 35° C. Il messaggio è chiaro: non potete portarlo in vacanza. E l’iPad? Il guscio è un po’ più resistente, sembra possa resistere fino a temperature intorno ai 40° C. Sulla spiaggia è perfetto e renderà il bagaglio più leggero. Ecco 3 consigli per la vostra i-estate.
L’iPad è un perfetto eBook reader: lasciate a casa i libri stampati e i reader con e-Ink. Leggere libri su iPad è una bellezza: si può evidenziare, salvare bookmark multipli e sincronizzare tutto tra più dispositivi. Risparmierete circa 3kg e tanto spazio in valigia.
Con l’iPad 3G potete lasciare a casa oltre ai libri anche lo smartphone (Blackberry, Android, iPhone etc.). Sarete sempre connessi per navigare, controllare l’email e aggiornare lo status su Twitter. Non riceverete telefonate indesiderate, e per quelle urgenti c’è comunque Skype.
Infine, potreste finalmente liberarvi dal laptop: su iPad potete tranquillamente fare tutto quello che in vacanza si fa con un portatile. Collegandolo al televisore potrete anche usarlo per guardare i film.
pubblicato su: Art Attack Adv – Newsletter #5
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Prendo spunto da una bella analisi di Silvia Gravili su Macitynet.it per segnalare 5 cose che ho trovato eccezionali della presentazione di Steve Jobs riguardo ai problemi di antenna dell’iPhone 4. Eccezionali oppure terrificanti, dipende dal punto di vista. Per la cronaca, il video completo della presentazione potete guardarlo qui.
Il fatto non viene messo in discussione da nessuno, anche Apple lo ammette: l’iPhone 4 soffre di attenuazione del segnale GSM – se tenuto in un certo modo (vedi foto) – fino a perderlo del tutto (e droppare la chiamata). Questo problema di ricezione di iPhone 4 è verificato, confermato dalla casa produttrice e sperimentato da moltissimi utenti (non tutti, sembrerebbe).
Questo fatto è il punto di partenza per la gestione della crisi da parte di Apple. Sono 5 i punti salienti (che dovete assolutamente conoscere) della presentazione di Steve Jobs:
(1) La potenza Framing
Steve Jobs ha coniato il termine “Antennagate” per riferirsi alla crisi. Un termine che evoca scandali e complotti e che suggerisce dunque che la stampa stia cercando di “incastrare Apple”. Se accettiamo questo nome, il framing agisce su di noi mettendoci già nella condizione di vedere Apple come una vittima, e non un colpevole (solo di un errore di design, ma pur sempre colpevole).
(2) Se Apple affoga, che affoghino anche gli altri…
Il problema della ricezione sembrerebbe affliggere anche altri smartphone sul mercato. Apple lo sa e ha sfruttato questo fatto per tirare nella mischia alcuni suoi competitor (ad esempio HTC con un modello di Droid e RIM con il Blackberry Bold). In pratica, Appel sta affogando vuole star certa di portarsi dietro i suoi rivali più temibili, almeno a livello di brand. E intanto sono già arrivate le proteste di HTC e quelle di RIM…
(3) Apple dà i numeri
Nella conferenza stampa Apple ha snocciolato una quantità impressionante di numeri e statistiche. Ad esempio ci ha detto che l’iPhone 4 “droppa” meno di una telefonata ogni 100 in più rispetto all’iPhone 3GS. Cosa diavolo vuol dire? Senza sapere quante telefonate droppa il 3GS questo numero non ha nessun senso… Tutte le statistiche di Apple sull’iPhone 4 – un’altra? Solo 0,55% delle persone che chiamano Apple Store si lamentano della ricezione dell’iPhone 4 – servono ad annebbiare la mente ed a confondere più che ad ogni altra cosa. I numeri sono noiosi, tant’è che di solito Steve Jobs ne usa pochi e di molto effetto, e mettono il cervello di chi ascolta in modalità “stand by”. Ecco dunque che Apple cerca di distogliere l’attenzione dal vero problema (il fatto di cui parlavo sopra) e annacquare il discorso con numeri, numeri, numeri…
(4) Il bello del Web
Apple sa perfettamente che la rete Internet ha contribuito pesantemente ad ingigantire i problemi dell’iPhone 4. Del resto è noto che i consumatori che hanno problemi si fanno sentire molto di più di quelli che non ne hanno. Apple utilizza gli strumenti della rete per combattere la sua battaglia: pagina sul sito Apple.com, video semi-amatoriali (come quelli che mostravano i difetti di iPhone 4 su Youtube) e addirittura spazio ad una canzone presa da Youtube (qui sotto l’embed del video) in apertura di conferenza stampa.
(5) Halo effect (ovvero non m’interessa se non funziona)
I prodotti Apple si portano dietro un alone magico che ne decreta poi il successo. Per l’iPhone 4 l’attesa era spasmodica tant’è che soltanto nel primo giorno Apple ne ha venduti oltre 1,6 milioni. Se gli iPhone 4 venduti finora sono 3 milioni, significa che oltre il 50% delle vendite è da imputare a persone che NON potevano sapere dei difetti, perché tali difetti non erano stati ancora scoperti. Steve Jobs lo ha detto chiaro e tondo: se non volete l’iPhone 4 o non lo comprate oppure ce lo potete restituire. Insomma l’iPhone 4 è già un successo e quindi non importa se funziona oppure no, perché le persone comunque lo compreranno. Steve Jobs lo sa e lo ha sfruttato strumentalmente nella conferenza stampa.
Apple ha agito in modo perfetto dal punto di vista della comunicazione e del marketing. Il problema di ricezione dell’iPhone 4 è considerato minimo e i bumpers gratis costeranno ad Apple circa $1 al pezzo. Praticamente nulla.
Dal punto di vista morale però, Apple ha messo in vendita un prodotto con un evidente problema che lo rende tecnicamente inferiore ad alcuni suoi competitor (il Nexus One di Google ad esempio) e mette allo scoperto tutti i limiti di un update a marce forzate. Infatti ogni anno Apple deve aggiornare l’iPhone se non vuole restare indietro tecnologicamente rispetto al resto del mercato…
Evviva Apple!
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Leggo oggi la ricerca di un noto analista del mondo Apple, Gene Munster, secondo il quale la vendita di applicazioni su App Store rappresenta solo l’1% dei profitti di Apple.
Il 21 giugno Apple ha reso disponibile per il download iOS 4.0, nuovo sistema operativo dell’iPhone 4, per tutti i possessori di iPhone e di iPod touch compatibili. Gratis.
Steve Jobs di recente ha dichiarato che iAd, la nuova piattaforma di advertising mobile di Apple, è nata dall’idea di fornire agli sviluppatori di App nuovi modelli di remunerazione, in modo da poter rendere gratuito un maggior numero di applicazioni per iPhone, iPod e iPad.
Le App per iPad del Corriere della Sera, Repubblica, Gazzetta e molte altre mettono a disposizione degli utenti il pdf sfogliabile del quotidiano del giorno corrente in modo gratuito. Niente registrazione e niente transazione. Sembra resteranno così ancora per un pò grazie agli sponsor.
Apple sta costruendo un business model e un ecosistema tecnologico estremamente robusto grazie alla possibilità che offre agli utenti di accedere a contenuti di qualità in modo gratuito. E quando si tratta di pagare per contenuti addirittura eccellenti – come ad esempio nel caso del grande successo dell’App per iPad di Wired US a quasi €4 – gli utenti reagiscono bene perchè sanno di pagare per qualcosa che vale.
Nell’epoca dell’accesso gratuito alle news via Internet, l’iPad sembra poter salvare solo l’editoria d’eccellenza. Tutti gli altri dovranno accontentarsi dei soldi della pubblicità. Tutti gli editori più importanti sono sul carrozzone di Cupertino, guidato da Mr. Jobs in persona (che li ha convinti a salire). Ma ora si ritrovano a fornire contenuti gratuitamente gli stessi contenuti che sul cartaceo vengono pagati. Oppure a tagliare i prezzi (come fa il New York Times). E i ricavi li deve inevitabilmente fornire la pubblicità.
Fortunatamente i soldi degli inserzionisti sembrano arrivare. Gli editori fanno numeri interessanti grazie ai già 3 milioni di iPad in circolazione. Gli utenti hanno qualità gratis o comunque a prezzi accessibili.
Fin qui tutto bene. È il capolavoro di Apple. Ma durerà?
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Riporto qui sotto il contenuto dell’ultima newsletter Art Attack Adv, che ospita alcune mie riflessioni sull’iPad (originale qui). I credits della splendida illustrazione vanno ad Andrea.
iPad è finalmente arrivato in Italia. Su Youtube troviamo già video di bambini che giocano toccando oggetti colorati, ultra-novantenni che navigano su Internet per la prima volta e gatti che provano a suonare il pianoforte. Potrete usare iPad anche per seguire i mondiali grazie all’applicazione di RAI.
iPad è una terza via tra computer e smartphone, tra office e home entertainment. È l’unico computer (troppo semplicistico definirlo un iPhone più grande) a poter essere usato in piedi. Ma è anche l’unico device mobile a rendere gratificante per l’utente – e chi gli sta intorno – la visione di video, foto e siti web. Merito anche del luminosissimo schermo a LED con tecnologia IPS.
iPad può rivoluzionare il mondo business, perchè permette di organizzare demo, presentazioni e content distribution in modi fino a poco tempo fa impensabili. Grazie alle App che si scaricano facilmente, non danno problemi di installazione o compatibilità e si aprono in un attimo, perchè fanno una cosa alla volta, ma egregiamente. Grazie all’interfaccia touch che rende tutto intuitivo e permette di passare l’iPad di mano in mano come fosse una rivista di Minority Report.
iPad è anche un’immensa opportunità per raggiungere il proprio target con le modalità tipiche del Social Web: tutto è basato sull’interazione, sui contenuti, sulla condivisione, sui servizi location-based e contestuali. Le potenzialità di questo prodotto magico e rivoluzionario sono ancora tutte da esplorare.
In Art Attack Adv lo stiamo già facendo. Realizziamo siti pronti per iPad che utilizzano tecnologie aperte come HTML5 e video H264. Sviluppiamo applicazioni per iPad e proponiamo progetti di comunicazione multidevice, coerenti e misurabili. Il prossimo passo è capire che posto avranno queste tecnologie nelle nostre vite: cercheremo di trovare una risposta nella prossima newsletter.
Vuoi saperne di più? Contattaci.
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Dell’iPhone 4 sapevamo quasi tutto già prima che uscisse. Questa volta Steve Jobs non ci ha stupiti.
Ero in viaggio durante la presentazione dell’iPhone 4 dell’altro ieri al Moscone Center di San Francisco e quindi non ho potuto seguirla in diretta. Tuttavia non sono rimasto sorpreso nel leggere la recensione su Macitynet:
il display è LED con tecnologia IPS e risoluzione pazzesca 960×640 pixel a 326ppi
c’è la fotocamera 5Mpixel con flash
è possibile la registrazione video HD
c’è la fotocamera frontale con chat video Facetime
Ovviamente il design è esattamente quello dell’iPhone smarrito e fotografato da Gizmodo. Le novità non ci sono state. L’iPhone 4 è un ottimo prodotto e venderà moltissimo ma Apple questa volta non ci ha offerto quasi nulla di originale. I principali blog e siti di news avevano individuato già da alcune settimane i principali elementi di novità dell’iPhone 4 rispetto al 3GS: il design, la fotocamera, la colorazione bianca anche sul frontale.
Personalmente sono rimasto un pò deluso dal fatto che Apple non abbia tenuto in serbo nemmeno una ‘chicca’ da dare in pasto alla stampa. Nemmeno un elemento dell’iPhone è giunto inatteso. Perfino il nome era stato indovinato a metà (tutti aspettavano l’iPhone 4G). L’unica cosa a cui nessuno aveva pensato è il nuovo formato della custodia Apple: arrivano i bumpers colorati per iPhone 4.
Certo, mi sarei aspettato qualcosa in più…
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Da Filosofo e Logico ho imparato a diffidare delle opinioni troppo concordi su qualsiasi materia. E tutte queste recensioni positive sull’iPad mi hanno insospettito. Possibile che nessun giornalista si senta libero di dichiarare «l’iPad non è un granché»?
Da Wired a Repubblica, passando per Corriere della Sera e Ilsole24ore, le opinioni sull’iPad sembrano tutte concordare: è un dispositivo magico e rivoluzionario, come Apple dichiara sul suo sito (qui).
Io che l’ho appena ricevuto tramite l’efficiente spedizione UPS, posso già dirvi che l’iPad è un pò troppo pesante, la tastiera è scomoda da utilizzare, lo schermo si sporca tanto e la fotocamera sarebbe stata utile. Ok, l’esperienza globale di utilizzo è fantastica, il processore è veloce e lo schermo molto luminoso. Ma perché sono tutti così d’accordo, soprattutto la stampa? Dov’è la capacità critica del giornalismo?
Forse davvero credono che l’iPad possa salvare i giornalisti dalla crisi?
In ogni caso mi riservo qualche giorno prima di una recensione completa dell’iPad.
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La lettera aperta di Steve Jobs qualche effetto l’ha avuto: l’intero mondo dell’informatica si sta chiedendo che fine farà Flash, la tecnologia Adobe che è alla base della stragrande maggioranza dei siti con rich media e di (praticamente) tutti i siti con player video. Adobe risponde con una campagna online che ‘dichiara’ l’amore verso Apple. Ma chi vincerà?
Il browser di iPhone e iPad (Safari) non avrà mai una sua versione del Flash player: Adobe ha interrotto lo sviluppo e dice che si concentrerà sui terminali Android mentre Apple sostiene che Flash non è mai stata una tecnologia adatta ai multitouch devices (colpa del consumo della batteria, della tipologia di interfaccia etc. etc.).
Qualcosa si sta muovendo, se è vero che Youtube, Vimeo, Cnn.com e molti altri siti stanno offrendo una versione del sito che NON richiede Flash per visualizzare i video ma utilizza invece il formato HTML5 + H264 supportato da tutti i browser più recenti (sì, anche Internet Explorer 8…). Un sito in HTML5 è pienamente compatibile con iPad e iPhone, che non leggono Flash ma supportano a dovere il nuovo standard: c’è una lista di Apple di alcuni importanti siti realizzati HTML5.
Dopo aver letto innumerevoli articoli sulla debate HTML5 vs Flash mi sono fatto un’opinione precisa: ecco i 3 punti che secondo me saranno decisivi per l’esito finale dello scontro.

Diciamocelo, un sito in flash è quasi sempre pensato per essere usato con un mouse e una tastiera. Non è un problema di tecnologia più o meno adattabile al multitouch, si tratta di come i siti in Flash vengono disegnati. Pochi flash designer hanno esperienza di siti per dispositivi multitouch – anche perché questi dispositivi sono molto recenti – quindi non pensano quasi mai un sito usabile in multitouch.
Adobe aveva immaginato di entrare nel business delle App per iPhone (e iPad) realizzando uno strumento che convertisse siti in Flash in applicazione native per iPhone. Questo strumento non rispetta le policy del nuovo SDK di Apple e quindi di fatto è ‘illegale’. Tuttavia il progetto iniziale è un segno che anche Adobe si è accorta che iPhone+iPad non hanno bisogno di navigare siti in Flash perché i contenuti animati e multimediali vengono ‘consumati’ dagli utenti tramite l’installazione di applicazioni (gratuite o no) e lo stesso vale per i giochi, che costituiscono un florido business su App Store (vedi Gameloft ad esempio).
Come anche sostiene l’articolo di Mashable, la presa di posizione di Apple sicuramente influenzerà le sorti di Flash, ma è l’evoluzione della tecnologia dei browser a dare il colpo decisivo. Animazioni, rollover, video e tutti gli orpelli tipici dei siti in Flash ormai si possono riprodurre in modo perfetto con tecnologie come Javascript (magari tramite framework come JQuery), CSS3 e HTML5. Il tutto risparmiando sulle risorse del computer (Flash affatica il processore) e mantenendo la compatibilità mobile. Ormai, chi ha bisogno di Flash?
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L’iPhone 4G smarrito da Gray Powell in un bar mi sembra un’ottima trovata pubblicitaria per il melafonino. Degna di una grande agenzia di viral marketing. Ecco perché.
Primo: tutta la faccenda ha generato buzz intorno ad Apple non danneggiandone l’immagine perché Apple NON ha licenziato Powell. Apple è sembrata un’azienda ‘umana’ che sbaglia e non punisce i propri dipendenti. Brava Apple!
Secondo: chi aveva intenzione di comprare un iPhone 3G/3GS lo sta continuando a fare perché il ritrovamento dell’iPhone 4G non conferma ufficialmente che uscirà davvero un nuovo telefono a breve. Sarebbe stato diverso se l’annuncio di Apple fosse stato ufficiale.
Terzo: il dato di fatto è che tecnicamente l’iPhone attuale non è più all’avanguardia, ormai esistono telefoni con specifiche tecniche migliori – schermi ad alta definizione, processori più veloci, fotocamera frontale, flash etc. etc. – ma con il “ritrovamento” dell’iPhone 4G (o iPhone HD), tutti coloro che erano intenzionati a cambiare telefono e passare ad uno smartphone, si sentono di dover ragionevolmente attendere fino almeno a giugno perché forse il telefono perfetto per loro è il prossimo iPhone. Non quello attuale, ma quello che ancora deve uscire.
Quarto: il clamore che ha accompagnato l’uscita di iPad rischiava di sacrificare iPhone e il suo mondo di riferimento. Con tutto questo buzz in rete sul nuovo iPhone Apple non solo ha oscurato i competitor, ma ha duplicato la sua presenza mediatica: ufficiale con l’iPad e ‘non ufficiale’ (quasi user generated) con iPhone 4G.
Mi sembra che questo ritrovamento di iPhone 4G sia stato orchestrato alla perfezione dai marketer di Apple. Pensar male è peccato ma…
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LOST è prodotto dalla ABC che è di proprietà Disney che ha assorbito qualche anno fa PIXAR. Indovinate chi è il fondatore e maggiore azionista di PIXAR? Steve Jobs. Con queste premesse una riflessione è d’obbligo.
Il nuovo iPhone 4G è stato abbandonato in un bar ed è poi finito su un blog. Il finale di LOST Season 6 è stato abbandonato in un bar ed è poi finito su un altro blog. A questo punto penso che il fumo nero sia Steve Jobs.

Sarà davvero soltanto una coincidenza? E avete notato che le headline riguardo a Gizmodo (il blog dell’iPhone 4G) suonavano ‘Lost iPhone Revelead’? Le coincidenze non esistono
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