Appena un mese fa guardavamo con un po’ di distacco le immagini dell’epidemia di Covid-19 dalla Cina sperando di essere sufficientemente lontani. Non lo eravamo.

Ma cosa sta succedendo? Cosa ci sta succedendo?

Adesso ci troviamo chiusi in casa oppure in fila al supermercato in città altrimenti vuote, spaventati da un nemico invisibile che ti colpisce all’improvviso. Siamo nella stessa situazione dei nostri fratelli cinesi. E francesi, spagnoli o americani. L’unica colpa sembra essere stati troppo vicini ai nostri cari, aver stretto troppe mani o aver dato troppi abbracci. Il destino sembra crudele.

C’è una via d’uscita?

L’epidemia di Covid-19 farà il suo corso, che sarà doloroso ma inevitabile. E allora ci sarà una rinascita. Torneremo a fare cose adesso impensabili, come un picnic al parco.

Ma la sfida è non cercare la via d’uscita e cercare di vivere appieno questa situazione. Sarebbe bello poter raccontare che la parola cinese wēijī significa crisi e allo stesso tempo opportunità, perché racconterebbe esattamente la situazione attuale.

Il termine wēijī invoca sia il concetto di “crisi” che quello di “opportunità”. Questa affermazione è mutuata dalla errata convinzione che i due caratteri significhino uno “pericolo” e l’altro “opportunità”. Molti linguisti considerano questa idea una colorita pseudoetimologia, poiché  da solo non significa necessariamente “opportunità”.

Covid-19: Crisi e Opportunità

La Crisi è sotto gli occhi di tutti, non c’è bisogno di dirlo. E sarà una crisi sanitaria adesso ed economia da ora in poi. Le prospettive si fanno ogni giorno più tragiche, non ha senso nascondercelo.

Purtroppo però troppo pochi guardano il lato opposto: l’Opportunità. Opportunità di fare quelle cose che non abbiamo mai fatto, a casa o sul lavoro (che poi oggi, con lo smartworking, sono un po’ la stessa cosa). Opportunità di compiere grandi gesti di solidarietà e di confrontarci con le nostre paure più grandi.

Per me, che soffro di una leggera ipocondria, la situazione non è semplice (mi misuro la temperatura ogni mattina anche se sono chiuso in casa da oltre 2 settimane) e non voglio dirvi che sono felice. Ma voglio dirvi che invece cerco di accettare quello che ho e di godermelo in ogni momento. Perché non so quando questo finirà.

Cerco di godermi l’Adesso perché non so neanche come tutto questo finirà. V’invito a fare lo stesso. E a guardare un po’ meno i TG.

Se vi va, racconto come cerco di affrontare la situazione in alcuni video che sto postando sul mio canale Youtube. State bene e state a casa.

Aggiornamento 18.03 – Perchè proprio l’Italia? Perché così duramente? Se ve lo state chiedendo, uno studio potrebbe avere la riposta: in Italia gli anziani entrano molto più spesso in contatto con la popolazione più giovane. Nel nostro Paese molti figli grandi abitano ancora a casa dei genitori e il nucleo familiare si frequenta di più rispetto alla Germania o ai Paesi Scandinavi, ad esempio. Per approfondire

Aggiornamento 01.04 – Non è un pesce d’aprile: la Carnegie Mellon University ha messo a punto un sistema di intelligenza artificiale che cerca di misurare la capacità polmonare attraverso il microfono e quindi stimare la probabilità di avere patologie come il Covid-19. Questa è l’intelligenza artificiale che mi piace. Qui per provare l’app.

5 risposte

  1. L’ultimo aggiornamento ha un retrogusto terribile. Quindi si potrebbe dire che è il nostro tanto stereotipato quanto vituperato amore per la Famiglia, quella con la F maiuscola, che ci sta uccidendo?

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